Per scrivere un testo scorrevole e coeso il corretto uso dei connettivi è fondamentale. Per aiutare i miei studenti a variare il proprio lessico ed evitare ripetizioni o l’uso esclusivo dei classici all’inizio, poi, in seguito, infine ho realizzato i braccialetti dei connettivi. Come dei gioielli servono ad abbellire e impreziosire i nostri testi. I bambini li indossano quando scrivono i testi e all’occorrenza prendono dal braccialetto la gemma preziosa che serve a rendere più bello il testo che stanno scrivendo.
Ho trovato bellissimo il percorso di proposto dalla casa editrice Pearson da cui ho attinto alcune attività e testi e che consiglio vivamente.
Ho preparato delle schede per sviluppare il pensiero critico e valutare la forza delle argomentazioni presenti nei vari testi proposti.
Queste schede di analisi aiutano a definire la differenza tra un fatto e un’opinione e a riflettere sulla forza delle argomentazioni della tesi.
Ritengo particolarmente interessante questa parte perché accompagna il bambino nell’analisi di quei dettagli che aiutano a distinguere ciò che è un fatto, basato su dati reali e verificabili, dall’opinione e a porsi interrogativi. Sviluppare questa competenza è molto utile anche per non essere vittime di fake news e phishing navigando online.
Inoltre allenarsi a valutare le argomentazioni presenti nei testi scritti o orali acuisce la capacità di discriminare le argomentazioni forti da quelle deboli e, in un secondo momento, ad argomentare su vari temi in modo sempre più efficace.
UDA: il testo argomentativo
Tempo: 4 lezioni (da 1 ora o poco più)
FASE 1: struttura e caratteristiche del testo argomentativo
BRAINSTORMING: COSA SIGNIFICA ARGOMENTARE?
FORNIRE ESEMPI: “Con le mie figlie un argomento su cui discutiamo spesso è riordinare la camera. La mia tesi è che debbano farlo nel week end, la loro è che nel fine settimana vogliono riposarsi. Le mie argomentazioni sono…”
GLI STUDENTI FORNISCONO ESEMPI: discussioni che fanno spesso con i propri fratelli, genitori o amici. Spiegano le tesi e le argomentazioni delle parti coinvolte e come si conclude il dibattito.
ANALISI DEI TESTI: sui testi forniti dall’insegnante gli studenti devono individuare tesi, argomentazioni e antitesi (se presente)
MAPPA: con l’aiuto dell’insegnante gli studenti creano una mappa sui tipi più comuni di testi argomentativi
FASE 2: i fatti, le opinioni, le evidenze, le parole nel testo argomentativo
BRAINSTORMING: FATTI E OPINIONI, QUAL E’ LA DIFFERENZA?
DISCRIMINARE: scheda Fatti/Opinioni
FLIPBOOK e MAPPE: analizzare testi argomentativi completando le mappe o flipbook
e scrivere un testo argomentativo su uno dei seguenti temi:
1. Riordinare la stanza. 2. Apparecchiare la tavola. 3. Fare i compiti subito dopo mangiato. 4. Studiare di più. 5. Non uscire al pomeriggio. 6. Vedere la televisione. 7. Comprare un paio di scarpe nuove. 8. Comprare un nuovo gioco per la playstation. 9. Fissare una verifica. 10.Tempo di utilizzo dello smartphone 11. Nuovo e vecchio valutazione sistema di valutazione. 12. Un’unica ora di educazione motoria a scuola. 13. Orario scolastico
Questo divertentissimo libro di Drew Daywalt, illustrato da Oliver Jefferson, racconta la storia di come e perché un giorno i pastelli di Ducan si siano ribellati smettendo di colorare. Ogni pagina è una lettera scritta da un colore diverso che protesta perché lavora troppo, perché si sente trascurato, perché Duncan lo usa solo per fare i contorni o perché si sente meno importante di altri colori.
Si può leggere in classe o ascoltare la lettura animata di Books alive su YouTube:
E’ un libro che si presta a tantissime attività interdisciplinari.
Ve ne propongo alcune di lingua inglese e italiana:
TIPOLOGIA: testo espressivo-emotivo
GENERE: epistolare – lettera
VOCABULARY – VERBS: quit, work, be, fill, color, write
GAME – BUILD UP VOCABULARY: scrivi tutti gli oggetti che conosci di colore…/ tempo: 2 minuti/vince chi ha scritto più parole
IDIOMS: I’m going to completely lose it: perdere la calma / Don’t get me started: esclamazione per introdurre un argomento che non ci piace / Give me a break: dammi tregua / Driving us crazy: ci fai diventare matti
SPEAKING: which is the happiest crayon in your pencil case? / Which is the saddest? / and the most tired? / and the angriest? / why?
WRITING: write a letter to your best friend
COMPRENSIONE DEL TESTO: qual è il messaggio dell’autore? / che cosa hai capito di Ducan leggendo questo libro?
INFERENZE: in quale delle lettere c’è del sarcasmo? / che cosa intende dire realmente il pastello? / come lo hai capito?
EDUCAZIONE ALL’AFFETTIVITÀ: dopo la lettura discutere in classe di come tutti i pastelli siano diversi tra loro ma anche uguali. Portare i bambini a confrontarsi esponendo come e perché siano tra loro uguali e diversi. Individuare ed esplorare i sentimenti dei vari pastelli: come si sente il colore….? tu come ti saresti sentito? cosa avresti detto a Ducan?
EXTRA IDEA: 1) testo fantastico: che cosa scriverebbero il tuo temperino, il tuo righello, la tua penna rossa e la tua matita se potessero farlo? 2) testo argomentativo: quale pastello dovrebbe smetter di colorare secondo te? Perché?
Ci sono anche moltissimi materiali già pronti in rete. Eccone alcuni che ho selezionato per voi:
Ho avuto il piacere di parlare con l’autrice di questi bellissimi libri per bambini che si è raccontata al telefono.
“Mi chiamo Vanessa Leone nasco come giornalista nel settore dell’informazione. Dopo questa esperienza ho pensato di dedicarmi alla scrittura e ho deciso che i miei lettori avrebbero dovuto essere i bambini. Il personaggio dei miei libri si chiama Momò. Momò non assomiglia ai classici supereroi con i superpoteri che tutti conosciamo, ma al contrario è un personaggio goffo e impacciato. L’idea è quella di scrivere storie che abbiano come tema la diversità e che facciano capire come ogni bambino possa essere aiutato da Momò nel superare le sue paure e nel trovare la soluzione ai suoi piccoli grandi problemi. Momò è diverso da noi. Ma nonostante sia diverso ci comprende molto più di un simile. Spesso è un occhio diverso, qualcuno lontano da noi che ci vede meglio. L’esempio è quello dello specchio. Se siamo vicini allo specchio non ci vediamo. Più ci allontaniamo, più ci mettiamo a fuoco. Solo guardando le situazioni da una prospettiva lontana, e a volte diversa, si possono vedere le cose in maniera chiara. Durante il lockdown ho scritto il seguito di Momò. L’idea mi è venuta dall’incontro con Salvatore, un bambino con un occhio “tappato”. Viveva con difficoltà il suo problema ed io ho provato un grande senso di impotenza. Ho pensato a Momò: lui avrebbe saputo cosa dire a questo bambino! Sono tornata a casa e ho scritto il secondo libro “Il ritorno di Momò”.
Momò osserva e aiuta i bambini a trovare da soli la soluzione ai loro piccoli e grandi problemi, offrendo spunti di riflessione semplici ma originali. Il tema di fondo è quello delle emozioni, diversità, sentimenti.
Nel secondo libro Momò torna sulla terra per aiutare i bambini di una scuola. Il tema è quello della condivisione. Il libro si presta moltissimo anche come punto di partenza per un percorso di avvicinamento alle lettere e al loro riconoscimento. E’ una lettura adatta dalla scuola dell’infanzia e ai primi due anni della scuola primaria.
Per spiegare la nuova valutazione ai miei alunni ho disegnato una tabella alla lavagna nella quale ho scritto i quattro livelli. Abbiamo fatto un brainstorming per dire che cosa significassero questi livelli. Ho appuntato alla lavagna gli interventi dei bambini senza commentare.
Osservando le risposte date, ho chiesto loro di spostare l’attenzione dal “come è il bambino che sta imparando” (bravo, cattivo, si impegna poco…) a come è il “processo di apprendimento” del bambino che sta imparando.
Ogni bambino ha rimodulato la precedente affermazione avvicinandosi molto ad una spiegazione corretta dei quattro livelli: “il base vuol dire che sai le cose che servono, le più importanti”, “l’avanzato significa che sai anche altre cose in più, anche quelle meno importanti”, “In via di prima acquisizione significa che hai appena iniziato a imparare, ma non sai bene le cose, le capisci ma non le sai ancora”…
Riprendendo il testo informativo e il concetto di similitudine, ho chiesto ai bambini di pensare a che cosa possa essere paragonato questo processo di apprendimento definito in quattro tappe e di realizzare un testo informativo non continuo per spiegarlo. Ho fornito loro un esempio alla lavagna (quello del seme che diventa fiore) dicendo che però non poteva essere utilizzato nel loro elaborato.
I bambini sono stati sorprendenti:
L’ultima fase di questa attività è stata quella di scrivere un testo informativo misto con la definizione dei livelli presa dal documento scolastico, accompagnata dai simboli che ogni bambino aveva raffigurato. Su questo testo abbiamo fatto un lavoro di comprensione, lavorando sul lessico e cercando sinonimi e omonimi.
Per San Valentino ho preparato un’attività di cooperative learning sui grandi amori della letteratura.
FASI DI LAVORO
Dividere la classe in gruppi di 4-5 bambini
Fornire ad ogni gruppo il testo, le istruzioni di lavoro e la scheda per definire il progetto di lavoro
Fornire i tempi di lavoro: 2 ore per la prima parte (leggere, comprendere, definire e dividere i compiti), 1 ora e 30 per la seconda parte (assemblare i materiali, prove di esposizione), 1 ora per l’ultima fase (esporre il lavoro alla classe)
Ogni persona del gruppo dovrà (a casa come compito) ricercare materiale (stampare foto, fare ricerche, aggiungere informazioni, portare a scuola libri o film,…) per arricchire l’elaborato che il gruppo dovrà presentare
Decidere insieme ai gruppi quanti giorni siano necessari alla restituzione del progetto
Esposizione dei progetti
Nelle prossime settimane pubblicherò gli elaborati dei miei alunni. Ho intenzione di iniziare l’attività questa settimana assegnando parte del lavoro per le vacanze di carnevale e definire il momento della restituzione subito dopo le vacanze di carnevale.
Se avete voglia anche voi di provare questa attività potete scaricare il materiale dal link qui sotto.
Dopo aver trovato moltissimi spunti in rete ci siamo avventurati nella sperimentazione della tecnica del Caviardage per scrivere le nostre poesie sull’Olocausto a partire dalle pagine del Diario di Anna Frank.
La tecnica consiste nel farsi chiamare dalle parole, annerire, tutte le parole con sono in più per far emergere dal testo la poesia che vi è contenuta. La pagina poi viene decorata e abbellita diventando un vera opera d’arte. E’ una tecnica molto bella che dà vita alle poesie che sono dentro di noi e nascoste dentro i testi.
Il sito aforisticamente ha una stupenda raccolta di 20 poesie sull’Olocausto dalla quale ne ho selezionate tre che vorrei far conoscere ai miei allievi di quinta.
Joyce Lussu, Un paio di scarpette rosse
C’è un paio di scarpette rosse
numero ventiquattro
quasi nuove:
sulla suola interna si vede ancora la marca di fabbrica
“Schulze Monaco”.
C’è un paio di scarpette rosse
in cima a un mucchio di scarpette infantili
a Buckenwald
erano di un bambino di tre anni e mezzo
chi sa di che colore erano gli occhi
bruciati nei forni
ma il suo pianto lo possiamo immaginare
si sa come piangono i bambini
anche i suoi piedini li possiamo immaginare
scarpa numero ventiquattro
per l’ eternità
perché i piedini dei bambini morti non crescono.
C’è un paio di scarpette rosse
a Buckenwald
quasi nuove
perché i piedini dei bambini morti
non consumano le suole.
Pavel Friedman, La farfalla
L’ultima, proprio l’ultima,
di un giallo così intenso, così
assolutamente giallo,
come una lacrima di sole quando cade
sopra una roccia bianca
così gialla, così gialla!
L’ultima
volava in alto leggera,
aleggiava sicura
per baciare il suo ultimo mondo.
Tra qualche giorno
sarà già la mia settima settimana
di ghetto: i miei mi hanno ritrovato qui
e qui mi chiamano i fiori di ruta
e il bianco candeliere del castagno
nel cortile.
Ma qui non ho visto nessuna farfalla.
Quella dell’altra volta fu l’ultima:
le farfalle non vivono nel ghetto.
Fabrizio Caramagna, Nero con nero
Un gesto d’amore cuce cielo con cielo,
soglia con soglia e vita con vita.
Un gesto di violenza cuce solo nero con nero
e dentro quel buio non si innesta nessun fiore,
nessun colore e nessuna formula di serenità.
Questa settimana in classe vedremo il film “La stella di Tata e Andri”, il primo film di animazione europeo sull’Olocausto e ha vinto vari premi tra cui il prestigioso Rockie Award in Canada.
E’ molto toccante e tratta il difficile tema dell’Olocausto in modo semplice, intelligente e delicato. E’ un film animato adatto ai bambini di tutte le età. La durata di soli 28 minuti lo rende facilmente fruibile a scuola in un’ora di lezione a cui può poi seguire un’attività ad hoc.
Per i miei allievi ho preparato un’attività di riflessione e scrittura che dividerò in tre momenti:
Attività individuale: i bambini compilano la scheda individualmente scrivendo le proprie riflessioni
Attività in gruppo: i bambini confrontano le proprie idee, riflessioni, opinioni con i compagni di gruppo, e organizzano una presentazione per la classe
Esposizione: ogni gruppo espone ai compagni di classe quanto emerso da dibattito interno al gruppo.
Infine si procederà con l’autovalutazione dell’attività.