CHAGALL – storytelling

Utilizzo sempre questo albo illustrato per raccontare chi sia stato questo grande artista del 900. A seconda della classe lo propongo in italiano o in inglese.

Trovate qui la lettura in inglese:

Chagall, pittore ebreo, è costretto a lasciare l’Europa durante la seconda guerra mondiale a causa delle politiche discriminatorie e a trasferirsi negli Stati Uniti. La sua arte fu bandita dai nazisti ed esposta per essere denigrata in occasione della Mostra dell’arte degenerata voluta da Hitler.

Per accompagnare l’attività di lettura e comprensione del testo biografico, presente nel materiale che ho preparato, propongo questo video che in 10 semplici punti spiega le fasi cruciali della vita dell’artista.

Ho preparato una serie di materiali che possono essere utilizzati per attività di comprensione del testo, per fare scrittura creativa o per realizzare un percorso di didattica a stazioni. Puoi scaricarli qui:

Da ogni opera di Chagall possono nascere storie. Invitiamo i bambini ad inventarne (nel materiale scaricabile sono presenti pagine per stimolare la scrittura a partire dai quadri).

Le storie nell'arte di Chagall - schede per scrivere

Seguendo l’Atelier di Serena Marangon realizziamo un’opera in stile Chagall.

Noi l’abbiamo intitolata “La finestra dei miei sogni”.

ANALISI GRAMMATICALE – verbi

Ecco una serie di materiali scaricabili per il consolidamento delle procedure di analisi.

ANALISI DEL VERBO

Segnalibri da stampare, plastificare e tenere sempre a disposizione per ripassare o come strumento compensativo.

Griglie facilitate e vuote da riempire per allenarsi a coniugare il modo indicativo.

L’ARTE DEGENERATA: un viaggio attraverso l’arte per parlare di discriminazione

L’arte degenerata è un termine utilizzato nel periodo della Germania nazista per denigrare e vietare le opere d’arte considerate “degeneri” o non conformi agli ideali del regime. Questo concetto riflette il tentativo del regime di controllare l’espressione artistica e imporre un’estetica rigidamente definita. Introdurre il tema dell’arte degenerata può essere un’occasione per far riflettere gli studenti sull’importanza dell’arte come veicolo della libertà di espressione e sulla sua relazione con la società e la storia. Mediante un percorso didattico, si possono esplorare le opere bandite dal regime nazista e introdurre il concetto di libertà artistica, incoraggiando gli studenti a esprimersi liberamente attraverso la propria creatività.

FASI

1-CONOSCIAMO GLI ARTISTI

  • Selezionare l’arte di alcuni artisti tra quelli banditi dal regime nazista. Io ho proposto: Paul Klee, Pete Mondiran, Marc Chagall, Vasilij Kandinskij.
  • Mostrare un breve video e procedere con le attività pratiche: vedi i seguenti articoli in cui propongo una selezione di video che ho utilizzato (Mondrian, Klee, Chagall, Munch)

2-L’ARTE DEGENERATA

  • Introdurre l’argomento della giornata della memoria con un albo illustrato. Io ho scelto “La Shoah raccontata ai bambini” di P. Valentini e C. Abastanotti ed. Becco Giallo
  • Storytelling: raccontare quello che è successo alle opere degli artisti che conoscono durante la mostra di Monaco. Vedere e commentare insieme a loro il video:
  • Lavorare sui testi e sulle opere presenti nel materiale utilizzando la smartboard per mostrare le opere in grande:

L’arte degenerata – materiale scaricabile:

3- ORGANIZZARE UNA MOSTRA D’ARTE “RIGENERATA

Alla fine del percorso e di confronti sull’importanza della libertà di espressione e della diversità utilizzare le opere realizzate dagli allievi per allestire una mostra che racconti attraverso l’arte anche la storia degli uomini che hanno combattuto per difendere la bellezza, la libertà e il bene.

La mia idea è quella di realizzare una sorta di linea che unisca gli artisti, la linea della speranza, attraverso la quale si snodano le loro vite, quello che hanno subito e la bellezza che ci hanno regalato. Questa linea arriva fino a noi che abbiamo realizzato le opere nello stile degli artisti che abbiamo rigenerato e che, a loro volta, ci hanno rigenerato, accendendo in noi la creatività e la speranza di un mondo migliore.

ARTE E STORYTELLING – Paul Klee

STORYTELLING: chi è Paul Klee? quando e dove è vissuto? cosa dipingeva e perché? da chi è stato ispirato? Raccontiamo la storia e l’arte di Paul Klee con l’aiuto di alcuni video.

VISITIAMO DUE GALLERIA DELLE SUE OPERE

https://artsandculture.google.com/story/OAXhETi6oOu24w?hl=it

https://artsandculture.google.com/story/dwUhQ-uvsktvJg?hl=it

METTIAMOCI AL LAVORO

Sperimentiamo l’arte di Klee realizzando paesaggi geometrici, il nostro ritratto e il gatto con l’uccellino – usiamo tecniche miste di acquarelli, pennarelli e matite.

  • REALIZZIAMO UN PAESAGGIO IN STILE PAUL KLEE

Ho utilizzato questo video:

Poi i bambini hanno dato vita alle loro opere:

  • REALIZZIAMO IL NOSTRO RITRATTO IN STILE PAUL KLEE

Avevo selezionato questo video, ma i bambini avevano già in mente come realizzare il proprio ritratto e quindi ho semplicemente lasciato l’immagine del quadro sulla smartboard e loro hanno creato la loro opera – tecnica: acquerello.

  • STORYTELLING: ascoltiamo la storia “Il gatto e l’uccello” ispirata dai gatti di Klee
  • REALIZZIAMO GATTI IN STILE PAUL KLEE

PAUL KLEE E L’ARTE DEGENERATA

In occasione della Giornata della memoria possiamo parlare in classe dell’arte degenerata raccontando come le opere di Klee fossero state bandite dal Regime Nazista.

Riporto qui di seguito alcune informazioni importanti (fonte: https://metropolitanmagazine.it/paul-klee-e-il-nazismo-larte-degenerata/) per preparare il nostro Storytelling. Le stesse sono riportate in forma facilitata nelle schede per gli allievi.

Durante la prima guerra mondiale Paul Klee dovette partire per il fronte, ma questo non gli impedì di dedicarsi alla pittura e al disegno. Continuò in ogni caso a esporre le sue opere in giro per la Germania. Intorno al 1920 aveva cominciato ad insegnare pittura, richiamato dall’architetto Walter Gropius. L’avvento del regime nazista, però lo costrinse, nel 1933 a lasciare la docenza dell’accademia di Düsseldorf e tornò a Berna in esilio. La sua produzione artistica non rientrava tra i canoni accettati dal nazismo. Aveva anche rinnegato la cittadinanza tedesca, ma quella elvetica gli fu concessa solo dopo la sua morte che avvenne nel 1940 a Muralto.

La visione artistica di Paul Klee non era conforme al dogma nazista poiché egli sosteneva che l’arte non dovesse semplicemente riprodurre il visibile, ma piuttosto rappresentare ciò che era al di là della percezione sensoriale. Questo concetto andava contro l’ideologia nazista, che valorizzava invece un’arte più legata alla realtà visibile e al regime.

Con l’avvento del terzo reich si riutilizzò l’espressione “arte degenerata” che indicava quelle opere non approvate dal regime. Il cui unico detentore della scelta tra opere considerate ammissibili e quelle inaccettabili era il cancelliere Adolf Hitler. Vi rientravano per lo più opere di realizzazione astratta o con figure irrealistiche o quelle considerate lesive del comune pudore. Venivano ritirate anche opere che erano considerate di scarsa abilità tecnica. E tra questi vi erano anche opere di artisti ebrei.

Pertanto nel 1937 a Monaco di Baviera fu istituita un’esposizione dal titolo “mostra d’arte degenerata” che comprendeva opere confiscate dai musei tedeschi, tra le quali alcune dello stesso Klee. Con il solo intento di denigrare queste forme espressive e i loro produttori. Contemporaneamente ve ne era una che aveva lo scopo propagandistico di celebrare l’arte tedesca, considerata “pura”. Le opere presentate invece dovevano essere di gusto neoclassico e di propaganda nazionale raffigurando temi quali la forza lavoro, la potenza militare e la maternità.

CIRCUITI DI NATALE – biglietti illuminati

Per creare dei biglietti Natalizi che si illuminano segui le istruzioni e otterrai un fantastico effetto wow.

Occorrente:

  • pila a bottone da 3V
  • carta stagnola
  • cartoncino colorato
  • carta velina colorata (tissue paper)
  • matita, colla, forbici

Con i bambini più piccoli utilizza il percorso del circuito già impostato consegnando loro la scheda che trovi qui:

1° FASE: CREARE IL CIRCUITO

  1. Distribuire ad ogni bambino 1 batteria, 1 Led, un pezzo di foglio di alluminio e una matrice del circuito
  2. Ogni bambino dovrà ritagliare la carta stagnola in rettangoli lunghi come il circuito da coprire e poi dovrà piegarla in modo da coprire il percorso in cui c’è scritto NASTRO CONDUTTIVO. In alternativa alla carta stagnola si può acquistare il nastro adesivo conduttivo in rame. Io ho optato per una scelta più economica.
  3. Facendo dei tentativi i bambini devono chiudere il circuito con la batteria da un lato e il led dall’altro finché non riescono a far illuminare il led

2° FASE: ASSEMBLARE IL CIRCUITO

Quando il circuito funziona i bambini devono incollare al foglio tutti i componenti con la colla stick in modo tale da lasciare il circuito aperto. Devono ritagliare l’angolo dove indicato dalle forbici e piegarlo in modo da far toccare la batteria e accendere il led. Se tutto funziona si può passare alla fase 3.

3° FASE: CREARE IL BIGLIETTO

Distribuire il cartoncino colorato e piegato in due come un biglietto. Incollare il circuito all’interno. Nella parte esterna e frontale del biglietto con una matita fare un segno in corrispondenza del led e un altro in corrispondenza dell’angolo in cui premendo si attiva il circuito, poi inventare un soggetto che si illumini in corrispondenza del led (addobbi di Natale, finestra, porta, stella cometa, ecc).

4°FASE: DISEGNARE

Realizzare il disegno e ritagliare la parte che si deve illuminare. Riempire lo spazio ritagliato con la carta velina in modo che sia più trasparente del normale cartoncino. Creare un pulsante in corrispondenza dell’angolo in cui, premendo, il circuito si chiude illuminando il led.

Quando tutto è pronto attaccare attorno al circuito, internamente al biglietto, degli spessori (io ho attaccato dei ricciolini fatti di nastro adesivo di carta) in modo tale che il circuito si attivi solo premendo. Infine incollare tutti i bordi del biglietto.

DIDATTICA A STAZIONI – Mondrian e la sua arte

Classe terza

Italiano-Arte

Tempi: 1 ora e 30 minuti

  1. Allestire l’aula (vedi Setting d’aula)
  2. Distribuire ad agli allievo una “patente” per le stazioni (si trova nel materiale scaricabile)
  3. Spiegare agli allievi che dovranno svolgere tutte e tre le attività partendo da quella che preferiscono. Terminata una attività dovranno segnarla sulla loro patente, che fungerà da check list, e valutarne il gradimento
  4. Introdurre l’argomento guardando in plenaria un video. Ai miei allievi ho proposto questo: https://youtu.be/u7Fv3Fvdubk?si=pbDFiy6KZdWPglQp

Stazione 1: colori primari e secondari

Occorrente: una copia per ogni allievo del materiale prodotto da Homemademamma che si può scaricare dal seguente link: https://www.homemademamma.com/2023/02/23/la-teoria-dei-colori-schede-ed-attivita/#google_vignette

Stazione 2: comprensione del testo

Occorrente: una copia per ogni allievo del materiale biografia di P. Mondrian prodotta da Maestra Marta con aggiunta del testo con lacune da completare

Stazione 3: crea un’opera in stile Mondrian

Occorrente: un foglio da disegno per ogni allievo

SETTING D’AULA:

Scarica i materiali da fotocopiare da qui:

ESCHER tassellazioni e acquerelli

Dopo varie esperienze di tassellazioni geometriche, abbiamo riprodotto delle tassellazioni non geometriche, ispirandoci all’artista Escher.

Dopo aver esaminato alcune delle sue opere e aver aguzzato la vista per individuare le illusioni ottiche presenti nelle sue più famose opere, M.C. Escher è noto per il suo modo unico di trasformare la realtà in una dimensione completamente diversa, in cui le leggi della fisica sembrano non avere alcun significato. Nella sua opera “Relatività”, ad esempio, possiamo notare una costruzione complessa e intricata di scale che si incrociano tra di loro in modi impossibili. Questa rappresentazione visiva crea una sensazione di disorientamento e sfida la nostra percezione spaziale. Escher sfrutta le illusioni ottiche per creare un’esperienza visiva straordinaria, che cattura e affascina. Le sue opere sono vere e proprie sfide intellettuali e richiedono una mente aperta e curiosa per essere pienamente comprese e apprezzate. Meditare sulle opere di Escher può essere un’esperienza profonda e stimolante, spingendoci a riflettere sulla natura della realtà, della percezione e della nostra stessa comprensione del mondo che ci circonda.

Le riflessioni sul tema sono state sempre più approfondite, andando oltre la mera analisi delle opere stesse. Da lì, l’attenzione si è spostata sulle esperienze e impressioni personali, che spesso si rivelano essere molto diverse da ciò che sembrano inizialmente.

Per esplorare questo concetto in modo più tangibile, ho scelto di coinvolgere i bambini nel processo di riflessione. Ho utilizzato esempi vicini al mondo dei social network e di internet in generale, in modo da stimolare una considerazione più critica e consapevole delle informazioni e delle esperienze che si incontrano quotidianamente online.

Attraverso questo percorso di apprendimento, i bambini hanno imparato a interrogarsi su ciò che vedono e leggono sui social media, valutando la veridicità delle informazioni e riconoscendo quando qualcosa potrebbe essere ingannevole o distorto. Ho incoraggiato un approccio critico, spingendoli a cercare ulteriori fonti e a fare ricerche approfondite per confermare o smentire quanto trovato online.

Le esperienze personali e le impressioni hanno dimostrato di essere un punto di partenza prezioso per discutere di diversi aspetti del tema. Questo tipo di approccio ha consentito ai bambini di esprimere le proprie opinioni e di elaborare una comprensione più profonda delle implicazioni dei social media sulla percezione della realtà.

In sintesi, si è passati da un’analisi delle opere a una riflessione più ampia sulle esperienze personali, offrendo ai bambini strumenti per analizzare criticamente le informazioni che ricevono online e l’opportunità di sviluppare una maggiore consapevolezza.

Esher ha esaminato altre opere che interpretano in chiave fantasiosa le tassellazioni, che si trasformano gradualmente. Le sue opere combinano arte, geometria e illusioni prospettiche per creare un linguaggio visivo unico. Le tassellazioni di Esher invitano a esplorare mondi alternativi e a riconsiderare la nostra percezione del reale. Continuano ad affascinare e ispirare artisti e appassionati di tutto il mondo.

Seguendo il video di Arte in pratica abbiamo realizzato le nostre tassellazioni ispirate a Esher.

Occorrente:

  • un foglio di carta quadrato di circa 10cm x 10 cm
  • un foglio da disegno
  • una matita grigia
  • forbici
  • nastro adesivo
  • acquerelli
  • matite colorate
  1. nel foglietto quadrato disegnare su un lato una linea ondulata e poi ritagliare il pezzetto per attaccarlo sul lato opposto con un pezzo di nastro adesivo. Ripetere la stessa operazione per gli altri due lati opposti. Creato il tassello posizionarlo sul foglio e tracciarne i contorni. Ripetere l’operazione incastrando il tassello come un puzzle facendolo coincidere con il disegno tracciato sul foglio.

2. Spennellare con il pennello bagnato solo di acqua un i tassello alla volta e poi dipingerli con gli acquerelli con colori alternati.

  1. Una volta asciutto il disegno è pronto per essere rifinito. Noi abbiamo tracciato i contorni con matita nera o pennarello a punta fine, realizzato occhietti con cerchi di carta bianca incollati sopra il disegno, aggiunto bocca, lingua e zampetta con matita o pennarello.

DOMINO e giochi matematici

Per introdurre questi giochi e l’uso del domino nella lezione di matematica è una buona idea iniziare con lo storytelling. Il gioco del domino ha una storia lunga e affascinante che può essere raccontata ai bambini incrociandola con la geografia dei luoghi dove questo antico gioco ha viaggiato nel corso del tempo.

STORIA DEL DOMINO

Il domino è un gioco da tavolo che può essere utilizzato in classe per coinvolgere i bambini in attività ludiche e formative. In particolare, il domino può essere un ottimo strumento per sviluppare le abilità di subitizing, ovvero la capacità di riconoscere e comprendere rapidamente un insieme di numeri senza doverli contare uno per uno.

Il subitizing è un’abilità importante per lo sviluppo del pensiero matematico. Aiuta i bambini a comprendere i concetti di quantità e a sviluppare le abilità di calcolo. Il domino è un gioco perfetto per esercitare questa abilità, perché le tessere mostrano immagini che rappresentano numeri in modo visivo.

Vi propongo alcuni giochi con il domino da fare in classe per potenziare processi di subitizing e counting.

Ancora più divertente sarà usare le schede del domino gigante.

  1. GIOCO – IL PRODOTTO: i bambini sono divisi in 2 squadre. Un bambino a turno per ogni squadra gira una tessera del domino e, con l’aiuto dei compagni di squadra se necessario, esegue l’operazione per ottenere il prodotto delle due quantità indicate nella tessera. Se è corretta tiene la tessera come punteggio. Alla fine del gioco vince la squadra con più punti.
  2. GIOCO – LA SOMMA: gioco di coppia. Le tessere sono tutte girate in giù. Livello1: Ogni bambino ha a disposizione la linea dei numeri e un pennarello per poter visualizzare le somme da fare ad ogni giro di tessera. I bambini a turno girano la tessera ed eseguono le somme. Segnano il risultato sul foglio del punteggio. Alla fine si sommano i punti, vince chi ne ha di più. Livello 2: si gioca senza la linea dei numeri.
  3. GIOCO – I MULTIPLI DI 3: gioco di coppia. Le tessere sono tutte girate in su per vedere le quantità. Un giocatore è dalla parte dei multipli di 3 e l’altro dalla parte dei NON multipli di 3. Ogni giocatore sceglie una tessera a turno da inserire nella propria sezione. A seconda della parte a cui appartiene il giocatore deve calcolare il prodotto presente sulla tessera che sceglie in modo che sia un multiplo o non-multiplo di 3 e posizionarla nel foglio dalla propria parte. Quando le tessere sono finite si procede a fare la somma dei punti e vince chi ne ha di più.

4. INDOVINA DOMINO: gioco di coppia. Ogni giocatore sceglie una tessera che l’avversario non può vedere perché tra i due c’è una barriera.

Il gioco funziona un po’ come Indovina chi. Ogni giocatore deve porre alcune domande matematiche per indovinare quali quantità ci siano nella tessera dell’avversario, ad esempio:

  • la somma dei tuoi numeri dà un numero pari?
  • c’è un doppio?
  • il prodotto dei tuoi numeri dà un multiplo di 3?

5. SUDOKU DEL DOMINO: con le tessere del domino i bambini devono realizzare tutti i numeri dal 2 al 16 in modo che in verticale e orizzontale ogni riga contenga il numero stabilito.

Versione digitale: https://mathigon.org/task/domino-frames